STRATEGIE RESPONSABILI NELL’AMBIENTE URBANO

CARLO MOSSETTI / Rel: ALFREDO MELA / CoRel: MASSIMO CAMASSO / Politecnico di Torino

Abstract

La seguente tesi nasce dall’osservazione di alcuni aspetti caratteristici delle città del XXI secolo. La prima necessità è di mettere in luce criticità e punti di forza delle società del consumo, attraverso un’analisi interdisciplinare, rendendone ponderabile il costo sociale e le ambiguità. Lo sviluppo della tesi segue un processo deduttivo lineare che parte dall’analisi di alcuni aspetti di carattere teorico (Capitolo I-II), seguita da un apparato di indagine diretta, dal quale è possibile desumere una serie di caratteri progettuali e strategici di particolare rilevanza (Capitolo III).Gli aspetti essenziali, approfonditi nell’incipit della parte teorica, attorno al quale ruotano le società basate su modelli di crescita/consumo, sono le leggi della tecnoscienza, le leggi del mercato, la dimensione sociale e la questione urbana. Queste quattro sfere di analisi collidono tra loro e mostrano legami intimi imprescindibili, tanto che è difficile stabilire dei limiti inequivocabili; d’altro canto proprio per la loro unitarietà e sinergia sono state scelte come “terreno” su cui iniziare la ricerca. Tale analisi permette una comprensione più completa del fenomeno e consente di introdurre la questione del riuso nella prospettiva corretta. Il campo analitico non va inteso come elemento ermetico: la trattazione non si pone di seguire rigidamente i quattro punti citati, bensì utilizzarli come punto di partenza per la stesura di un quadro ampio e strutturato. I punti di contatto tra il concetto e la disciplina architettonica si palesano nella scelta di alcuni casi studio, ritenuti emblema di determinate strategie o attitudini che caratterizzano la città postmoderna. Tali strategie sono di fatto il principale oggetto di studio, in quanto forniscono risposte e alternative al paradosso della crescita infinita. Il punto di arrivo coincide con l’individuazione di alcune specificità della questione abuso-riuso, capaci di fornire alternative o imprimere evoluzioni nei fatti architettonici. Le informazioni ottenute dalle interviste, effettuate a soggetti il cui operato li pone in contatto stretto con i temi d’indagine, costituiscono i singoli punti attorno a cui articolare ragionamenti e relazioni, in modo da costruire un quadro operativo maggiormente strutturato. Dalle informazioni sono anche desumibili una vasta gamma di caratteristiche proprie di ogni singolo caso studio. Tali caratteristiche, necessitano inevitabilmente di determinati connotati progettuali, per acquisire concretezza e validità strategica. L’analisi in questo senso, verte maggiormente su fattori ideologici e progettuali contenuti nella prassi architettonica. Il ponte tra teoria e pratica è la città di Torino, a cui viene dedicato un ampio approfondimento, e da cui è possibile sintetizzare in modo più dettagliato i frutti del percorso analitico della prima parte di tesi. Non a caso Torino raccoglie la maggior parte dei casi studio analizzati;

La nuova scena urbana comprende la globalizzazione dell’economia, la terziarizzazione produttiva, il decentramento politico e urbanistico, l’esetetizzazione dei sobborghi. Nel presente, tramontato il modello fordista della produzione, prevalgono forme autonome di lavoro più complesse e flessibili, anche destabilizzanti. Le guerre imperialiste della nuova economia sono espressione di una politica economica e d’investimento, rallentata dall’attacco al World Trade Centre, l’11 Settembre 2001. Questo tragico atto terroristico ha messo a fuoco lo stato di precarietà e incertezza dei destini umani. Nel terzo millennio, nato sotto l’egida di catastrofi naturali, mutano i copioni e le regie, i princìpi e i prìncipi, ma non cambia lo scenario: la città è il teatro delle metamorfosi geografiche e culturali in atto. La città del presente è complessa, destrutturata, caotica e vitale nonostante i lutti, le lacerazioni, le estensioni territoriali, le catastrofi naturali e le omologazioni etniche in corso. (Ceresoli, 2005, p.13).

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