ARCHITETTURA E CONTESTO, LA CASA MAYA

NADIA BATTAGLIO + FRANCESCO STASSI / Rel: Pierre Alain Croset – Alejandro Cabeza Perez / Corel: Gianfranco Cavaglià (UNAM) – Pablo Chico Ponce de Leòn (UADY) / premio tesi Valerio Ghivarello 2010 / Politecnico di Torino

AVVIO DEL PROGETTO | TEMI | LOCALIZZAZIONE

Il progetto di tesi prende avvio da un concorso di idee bandito dall’ente Arquitectum, con tema la progettazione di un albergo con spazi museali inserito ai margini del sito archeologico maya di Chichen Itzà. Le richieste del bando riguardavano non solo il confronto con le importanti preesistenze storiche ma anche l’attenzione rispetto l’impatto ambientale della nuova struttura, l’innovazione tipologica e la sensibilizzazione circa la conservazione del patrimonio culturale.
Lo studio del contesto è stato uno dei temi centrali affrontati nel percorso di tesi: ampliare la sua conoscenza al di là delle preesistenze maya, includendo gli aspetti ambientali, sociali, culturali, economici, ha fornito strumenti essenziali per affrontare il tema progettuale. In particolare l’approfondimento della architettura tradizionale locale (la casa maya) e delle caratteristiche naturali dell’area (la vegetazione e la morfologia del terreno) ha fortemente influito sulle scelte progettuali.

L’albergo “riposa” sotto il manto della selva, a ovest dell’area archeologica, a metà strada fra i due maggiori insediamenti del sito, Chichèn Viejo a sud e Chichèn Puuc a nord.

Si distacca con coscienza critica dalla morfologia delle rovine del sito archeologico. Il rapporto è rispettoso: il lodge, nascosto sotto gli alberi, è invisibile dal sito e si confronta e si integra con il contesto naturale senza prevalere sulle preesistenze Maya.

La distribuzione in pianta si sviluppa attorno una depressione naturale del terreno e prende forma in due piattaforme curve concentriche sfalsate in altezza. Quella più alta è la parte dei servizi del lodge e del museo, quella bassa, più privata, ospita le camere dell’albergo. Gli spazi sono coperti da una struttura ad archi. Sotto di essa, sopra le piattaforme, si ergono i singoli edifici adibiti alle varie funzioni. Questa disposizione permette di eliminare, in un futuro, gli edifici, adibendo il grande spazio coperto ad altre destinazioni d’uso.

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fotoinserimento
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planimetria_localizzazione lodge-museum nel sito archeologico
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schemi progettuali
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pianta alta_servizi lodge-museum
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sezione tipo
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vista camere dalla scala centrale|vista interna del museo|vista ingresso al museo da Chichèn|vista del complesso da una camera

TECNOLOGIA | ENERGIA | BIOCLIMATICA

Le scelte tecnologiche nascono dalla conoscenza delle tecniche costruttive locali, maturata dall’osservazione delle case Maya dei villaggi vicini. Si è limitato l’uso di tecnologie “sensibili”, privilegiando soluzioni che facessero parte delle tradizioni costruttive messicane, e in particolare delle tecniche consolidate in Yucatan.

Presa coscienza dell’allarmante problema ambientale che si manifesta nella presenza di rifiuti in strada, spesso bruciati dagli stessi abitanti nel giardino di casa, si è scelto di recuperare e riciclare alcuni di questi materiali nella costruzione del lodge. I muri, fatti di bottiglie di plastica e pietrisco, rappresentano sia la denuncia di questo problema, sia un tentativo di sensibilizzare e educare la popolazione locale al riciclo e alla raccolta differenziata.

Il progetto del lodge-museum risponde a criteri di “eco-sostenibilità”, intesa come una sostenibilità a basso costo, che non utilizza tecnologie sofisticate con alti costi di manutenzione, ma soluzioni economiche e funzionali ispirate ai principi dell’architettura rurale.

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prototipo muro realizzato in bottiglie di plastica

CONCLUSIONE

Lì dove l’architettura contemporanea mostra il suo lato più aggressivo, in edifici spesso inadeguati e inappropriati, più poveri di qualsiasi capanna, ma emblemi dell’attuale sistema politico-economico, dove le radici culturali non sono così forti per impedire questa costruzione selvaggia di cemento, ferro e vetro, dove la gente sa ancora costruire e arrangiarsi con quello che ha, esprimendo al massimo lo spirito di questo luogo…Lì c’è ancora spazio per un’inversione di sviluppo. Più attento alle specificità locali, alla gente, al proprio bisogno di identificarsi con una cultura, una comunità, con un luogo.

La nostra ricerca antropologica sulla “casa maya” e sul suo confronto con la modernità è stato un momento di forte riflessione sulla tradizione, il locale e l’impoverimento culturale dovuto alla globalizzazione, oltre che uno strumento essenziale per indirizzare il progetto verso un tipo di architettura attenta, che non trascuri la comunità che la vive e l’ambiente che la ospita, ma che sia rivolta al loro arricchimento.

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tradizione e modernità

Relatori: Pierre Alain Croset (Politecnico di Torino) | Alejandro Cabeza Perez (UNAM)

Correlatori: Gianfranco Cavaglià (Politecnico di Torino) | Pablo Chico Ponce de Leòn (UADY)

discussione luglio 2008

 

BIBLIOGRAFIA
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