Sono vent’anni che urbanisti, architetti, sociologi, si interrogano sulle sorti della periferia italiana senza trovare soluzioni accettabili che ne migliorino le condizioni. La politica considera i quartieri di edilizia pubblica solo come bacino elettorale, usa parole inadeguate per confrontarsi con le istanze, sacrosante, degli abitanti, impedendo di fatto a chiunque di proporre soluzioni progettuali adeguate. Poi nel 2013 Napolitano nomina senatore a vita un architetto: Renzo Piano. Come prima azione del suo mandato attiva il progetto del “rammendo” della periferia italiana, dove coinvolge un gruppo di giovani architetti seguiti da tutor per lavorare su tre casi: Torino, Catania, Roma..

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