LA NUOVA FACOLTÀ DI ARCHITETTURA

VITTORIO GREGNANIN / Rel: Pierre Alain Croset / Corel: Stefano Corgnati / Politecnico di Torino

Abstract

Questa tesi è il risultato dello sviluppo di un’unità di progetto affrontata nel 2009 e tenuta dai prof.ri Pierre Alain Croset eLuciano Re. Questo progetto scaturisce dall’accordo tra il Comune di Torino e il Politecnico per la collocazione in uncontesto unico delle attività didattiche e di ricerca della Facoltà di Architettura oggi disperse nella città.Secondo questa ipotesi Torino Esposizioni, insieme al salone Morandi, costituiranno gli spazi per la didattica del grandecampus. La filosofia alla base del progetto è fornire agli studenti una scuola ispirata ai modelli didattici europei.

DALLA CITTA’ AL PARCO

Nel concepire la nuova facoltà di architettura si è cercato di accentuare il rapporto di Torino Esposizioni con il contesto. Ilsuo carattere esclusivo nei confronti dell’area in cui risiede rappresenta un confine tra la città e il parco. Il limite tra losviluppo urbano verso il fiume Po e il Valentino è caratterizzato da un dislivello di 7 metri sopra il quale l’edificio si erge.Dovendo concepire degli atelier ipogei, si è pensato ad uno scavo che, partendo dal livello del parco, arrivasse fino allazona antistante alla ex palazzina per uffici del progetto originario di Ettore Sottsass.L’idea si ispira alla forza che la natura possiede e che in questo caso esercita rompendo in senso metaforico il rigidoassetto geometrico dell’isolato cittadino. Lacerando il blocco costruito dell’isolato a corte, si crea una frattura che nelprogetto si traduce in un percorso irregolare al livello inferiore degli atelier che giunge ad aprirsi verso il parco inprossimità dell’abside progettato da Pier Luigi Nervi.

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ENERGIA

Per affrontare il problema energetico si è ipotizzata la costruzione di un grande canale sotterraneo che potessefunzionare da polmone per i nuovi ambienti interni racchiusi dalla grande volta ribassata.Il concetto che guida questa scelta è quello di creare una simbiosi tra gli atelier ipogei e il salone Agnelli. Facendo entrarel’aria esterna dal parco e incanalandola negli ambienti interni la si fa fuoriuscire nel grande salone centrale. Questosistema si aiuta vicendevolmente dal momento che la grande copertura è un ambiente di confine tra lo spazio esterno equello interno e protegge le aule e gli atelier che a loro volta fungono da corpi radianti per la climatizzazione e il ricircolodi aria all’interno del salone.Nelle situazioni in cui non è possibile avere una differenza di temperatura adatta a far innescare il moto naturale, si èricorre ad un sistema di ventilazione meccanica per assicurare il benessere di chi usufruisce le aule.L’approvvigionamento delle acque sia per uso sanitario sia per il fabbisogno termico avviene tramite l’utilizzo dell’acqua difalda. Un sistema di pompe di calore acqua-acqua a ciclo inverso è in grado di fornire l’acqua sia per riscaldare che perraffrescare gli ambienti interni, oltre che produrre acqua calda sanitaria.

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CONCLUSIONI

Fin dalla sua nascita nel 1936, Torino Esposizioni è stata sede di celebrazioni ed eventi che, pensati per promuoverel’immagine della città, hanno reso l’edificio stesso simbolo di un’intera epoca. Le numerose esposizioni internazionalihanno contribuito a diffondere in tutta Europa l’immagine di una città in crescente sviluppo. L’Esposizione d’ArteDecorativa Moderna, l’Esposizione Universale del 1911, l’Esposizione Nazionale Italiana del 1928, la prima Mostranazionale della Moda del 1933 e successivamente, gli appuntamenti annuali del Salone dell’Automobile sono state soloalcune delle numerose rassegne ospitate in questo edificio.Per questo motivo Torino Esposizioni può essere visto come lo specchio della città, un’architettura emblematica che piùdi altre ha contribuito a promuovere l’immagine di Torino: una capitale prima politica, poi industriale e ora culturale.L’obiettivo del progetto per la nuova facoltà è quello di creare un luogo per insegnare e diffondere l’architettura nonsoltanto agli studenti ma coinvolgendo anche i cittadini; principio in linea con il carattere di questo edificio da semprevissuto e ricordato come simbolo della “Città delle Esposizioni”.

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